Si chiude domenica 12 aprile la mostra del Bif&st 2026 “Sembra ch’è passato un giorno”

Si chiude domenica 12 aprile, la mostra audio-fotografica SEMBRA CH’È PASSATO UN GIORNO. VOCI, STORIE, IMMAGINI DAL ROMANZO DEL CINEMA ITALIANO, tra gli appuntamenti più apprezzati della 17ª edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival, il festival della Regione Puglia in collaborazione con il Comune di Bari e con numerosi enti pubblici e sponsor privati, organizzato dalla Fondazione Apulia Film Commission.

Prodotta per il Bif&st 2026, diretto dal giornalista e critico cinematografico Oscar Iarussi, grazie alla preziosa collaborazione tra Fondazione Puglia presieduta da Antonio Castorani e Fondazione Apulia Film Commission presieduta da Anna Maria Tosto, e curata dallo scrittore e critico cinematografico Silvio Danese, la mostra ha accompagnato il pubblico in un viaggio immersivo nella memoria del cinema italiano, trasformando le sale restaurate dello storico Palazzo Starita in uno spazio vivo di immagini, suoni e testimonianze.

In queste settimane, l’esposizione ha registrato una partecipazione trasversale e costante, che a oggi ha superato i 13.000 visitatori, accogliendo non solo il pubblico cittadino e tanti turisti presenti a Bari a cavallo delle festività di Pasqua, ma anche numerosi ospiti del festival, tra cui registi, attori, produttori italiani e internazionali tra cui Patrick Cristaldi, figlio di Claudia Cardinale, a testimonianza del forte legame tra la mostra e una delle figure simbolo del nostro cinema, oltre al premio Oscar alla carriera Wes Studi, ai registi Roberto Andò e Marco Pontecorvo, ai produttori Andrea Occhipinti e Domenico Procacci…

La mostra ha proposto un percorso articolato tra fotografie rare, materiali d’archivio e registrazioni sonore, restituendo una costellazione di storie e protagonisti che hanno segnato l’immaginario del Novecento – da Alberto Sordi a Federico Fellini, da Marcello Mastroianni a Claudia Cardinale– colti anche nella loro dimensione più intima e quotidiana.

La mostra si sviluppa attraverso un progetto di allestimento firmato da Tommaso Schiuma con la direzione creativa di Francesco Maggiore, in collaborazione conElena Iannielli e Francesca Sisci, e con l’organizzazione generale della project manager Anna Tamborrino.
L’impianto espositivo accompagna il visitatore in una narrazione per immagini, suoni e memorie, a partire da collezioni pubbliche e private (collezione Danese, Milano; collezione Maraldi /Archivio Paul Ronald, Cesena; collezione Palmas / Archivio Giuseppe Palmas, Cesena; e Archivio Franco Pinna, Bologna-Roma). L’insieme restituisce una costellazione articolata di storie e figure legate al mondo del cinema italiano tra gli anni ’50 e ‘60, con un ampio omaggio a Claudia Cardinale composto dal book fotografico che il produttore Franco Cristaldi commissionò a fine anni ’50 a Franco Pinna, omaggio completato dal documentario intervista “Claudia Cardinale – La più bella italiana di Tunisi” di Mohamed Challouf.

Nella maggior parte, la mostra è organizzata in cornici di modernariato vintage che contribuiscono a evocare una dimensione sospesa nel tempo. Gli elementi espositivi sono formati da tubolari modulari in ferro, pensati per organizzare lo spazio con leggerezza e nel rispetto degli spazi appena restaurati di Palazzo Starita, definendo una sequenza di ambienti che alternano visione, lettura e sosta. Accanto alle immagini, apparati grafici e tavoli espositivi offrono strumenti di orientamento e approfondimento, mentre la componente sonora diffusa, realizzata dal sound designer Fabio Venturi, con il contributo del pianista Emanuele Arciuli, accompagna il percorso con voci e testimonianze, restituendo alle fotografie una dimensione viva e narrativa.

Per la qualità del progetto curatoriale e la forza dell’allestimento, la mostra si conferma non solo come uno degli eventi più significativi del Bif&st 2026, ma anche come un format espositivo capace di suscitare interesse oltre i confini del festival, aprendo alla possibilità di future circuitazioni in altri contesti culturali e museali.