Multicinema Galleria ingresso libero

ore 16:30 sala 2
THE CITY IS LOST. LA VENEZIA DI JOHN RUSKIN
di Alessandra Lancellotti con Emma Sdegno, Mike Wells, Jacopo Sagramora, Chiara Barbato, Benedetta Fin. Italia 2025, 32’

Nel corso dell’Ottocento, lungo la traiettoria del Grand Tour, l’intellettuale e artista John Ruskin scopre Venezia: «il Paradiso delle città». In un dialogo continuo tra il suo tempo e il nostro presente, più rapporti di discepolato si intrecciano per testimoniare la potente bellezza e la fragilità del patrimonio di pietra e d’acqua che ereditiamo dal passato, consapevoli di dover custodire Venezia come la più antica città del futuro. Presente in sala la regista FUORI CONCORSO

È SEVERAMENTE VIETATA LA SOSTA IN PALCOSCENICO AI NON AUTORIZZATI – UN DOCUMENTARIO DI MENO SU CARMELO BENE
di Emiliano Carico, con Goffredo Fofi, Giancarlo Dotto, Piergiorgio Giacchè, Franco Leo, Tonino Caputo. Italia 2025, 52’

Composto in gran parte da materiale d’archivio, il documentario non segue le orme cronologiche del racconto biografico, ma si allinea all’estetica di Carmelo Bene, contraddistinta dalla superiorità della voce sulla parola, del Caos su Chronos.

Presente in sala il regista

 

ore 19:00 sala 4

PAURA DELL’ALBA
di Enrico Masi con Santo Marino, Innocenzo Capriuoli, Laura Pizzirani, Nina Grgic. Italia 2025, 44’

Nell’estate del 1944, durante i 45 giorni della Repubblica Partigiana di Montefiorino, si combatte una guerra civile. Nelle montagne tra Emilia e Toscana avviene il controverso episodio del gruppo di Nello Pini, colpevole di aver ucciso senza processo un gruppo di miliziani fascisti. Attraverso testimonianze dirette, atti performativi e momenti di approfondimento, la Resistenza rivive con la finzione, mentre il passato si intreccia con le immagini di un territorio che ancora ne porta i segni.

Presente in sala il regista

I MASTRI
di Daniele De Michele. Italia 2025, 64’

Sei mastri costruiscono i loro manufatti partendo dalla materia bruta: la terra, il legno, il vetro e la pietra. La trasformano e la plasmano attraverso la forza degli elementi naturali: acqua, fuoco e aria. Due alabastrai di Volterra, una giovane liutaia napoletana, dei fabbricanti di pentole di argilla in Romagna, un costruttore di tamburi alle pendici del Vesuvio, un ragazzo senegalese che impara a fare il vetro a Murano, un maestro d’ascia veneziano. Il lavoro li porta a osservare il mondo che cambia, la chiusura delle botteghe, la produzione in serie e la fine della trasmissione dei saperi.

Presente in sala il regista

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